Storie di Panelle Siciliane
- cucinacoronavirus

- 1 feb 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Le panelle, come molti sanno, sono un tipico street food palermitano amato da grandi, piccini, indigeni e stranieri.
A casa mia, da quando ho memoria, mio padre prepara le panelle con tale dovizia da farle essere le più buone in assoluto.
Ovviamente, mio padre è uno spirito libero e nonostante lui giuri, e secondo me spergiuri, che sia da manuale di gastronomia siciliana, le sue panelle hanno l'aggiunta di microscopici pezzetti di cipolla rossa cruda, prezzemolo e finocchio in grani, oltre ai canonici sale e pepe nero.
Se mio padre cucina per amore, mia madre cucina per dovere.
Un giorno di inverno, - stavo da poco con colui che diventerà mio marito dopo approfondite, e ancora attuali, riflessioni -, i miei spericolati e imprudenti genitori decisero di andare nella casa di campagna dove non c'era il telefono e senza il cellulare. Doveva essere, secondo loro, una breve escursione giornaliera.
Il Tempo siciliano capriccioso decise di nevicare e di imbiancare le colline della Conca d'oro dove, ovviamente, si trovava la casa dei miei.
Trascorse la giornata e la sera e, come da copione familiare, non ebbi nessuna notizia dei miei. Non era la prima volta che facevano queste fughe in solitaria ma la neve, fatto così strano per noi siciliani della costa, unitamente ad una certa notoria incoscienza dei miei, mi fece optare per una visita in campagna che, ovviamente, comunicai al signorino innamorato che, ovviamente (bis) volle accompagnarmi nonostante la mia ritrosia giustificata dal fatto che le due parti non si erano ancora incontrate e che non volevo ancora che si incontrassero, tantomeno in una situazione - campagnola, innevata e non preannunciata -, che poteva essere di imbarazzo per tutti.
Sempreché fossero ancora vivi e in salute!
(Le panelle c'entrano, un attimo di pazienza!)
Con moroso al seguito, verso ora di pranzo, arrivo con difficoltà e senza catene in campagna e tiro un sospiro di sollievo quando vedo la loro macchina nel parcheggio.
I miei, "freschi e pettinati", sorpresi dalla mia visita e ancora di più dalla vista del mio accompagnatore, mi confessano di essere rimasti bloccati dalla neve e di aver evitato di avventurarsi per le strade, preferendo rimanere a dormire. Tranquilli. Beati. E con le panelle in frittura!
A quel punto, ottenuto il chiarimento e fatte le presentazioni ("papà, mamma, lui è Francesco un mio collega"!) , il mio meraviglioso padre, senza apparente imbarazzo, ci porge il piatto con le panelle chiedendo a mia madre di mettere un po' di sale. Mia madre, con l'occhio impegnato a scannerizzare Cicciomio, afferra un barattolo e condisce le panelle come da richiesta.
Ecco fatto!
Patatrac! Panelle dolci servite!




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