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Storie di Brodo

  • Immagine del redattore: cucinacoronavirus
    cucinacoronavirus
  • 13 apr 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

La mia famiglia, come molte altre quando ero bambina, aveva la consuetudine di definire una sorta di menù settimanale, le cui varianti dipendevano in buona percentuale dalla stagionalità degli alimenti. Era un modo molto saggio di affrontare la cucina famigliare, evitava tutte quelle lungaggini di "cosa volete oggi, io voglio quello..... io non voglio quest'altro, no ma a me non piace, a me invece sì" e garantiva sprechi minimi: la nonna- cuoca di casa- decideva per tutti e tutti zitti. Alcuni piatti però erano fissi, in virtù di ingredienti che si trovavano tutto l'anno. Uno di questi era riso e patate, un piatto davvero povero che mangiato bello caldo era una goduria in inverno ; ma non era male nemmeno intiepidito, nella bella stagione, addirittura freddo aveva un suo perché.

Per 4 persone gli ingredienti sono:

un bel mazzetto di prezzemolo, due spicchi di aglio, quattro patate medie crude , un cucchiaio di concentrato di pomodoro, 6 pugni di riso, olio sale pepe. Soffriggere l'aglio e prezzemolo tritati con l'olio ( una volta ci si scioglieva anche un po' di lardo), unire le patate pelate e tagliate a tocchetti piccoli, e farle amalgamare con il soffritto per qualche minuto; poi aggiungere il pomodoro concentrato , acqua quanto basta per poi cuocervi il riso , una crosta di parmigiano reggiano, sale olio e pepe.

Cuocere a fuoco lento fino a che le patate saranno quasi cotte, portare a bollore, aggiungere il riso e portare a cottura.

Servire con una grattugiata di parmigiano ed un po' di olio.

Può essere una zuppa bella brodosa od anche densa a seconda del gusto vostro; io la amo brodosa perché la parte liquida è bella saporita.

Ah dimenticavo, il mio compito era pulire il prezzemolo e tirare via dal riso i sassetti od i chicchi neri o rovinati, senza mai dimenticarmi di chiedere a nonna se il chicco era da tenere o da buttare : io ho avuto una nonna con una pazienza infinita, giusto perché mi amava alla follia.

Come è andata a finire sta storia?

E' finita che oggi mangiamo sistematicamente in tre, tre cose diverse tranne qualche raro caso di congiungimento astrale favorevole: in sintesi, non abbiamo imparato 'naccidenti.


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