Risotto alla zucca gialla, zafferano e briciole di gorgonzola.
- cucinacoronavirus

- 1 feb 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Ricetta bocciata dalla mater chef che per lei il risotto se fa come dice lei. Già il fatto che voglia usare il parboiled mi fa uscire di senno. Invece zio Peppe, buongustaio aveva comperato un kg di riso carnaroli e vialone nano. “Ma che me rappresenta un riso co sto nome? Un Vialone può esse grosso, largo ma mica nano?” Ho pensato per un attimo di chiamare Mork & Mindy che con nano nano la tua mano forse forse se può fare qualcosa. Perciò assistente in cucina o vigilessa io, lo chef zio Peppe che almeno mi ascolta e la mater Chef che cuce con la macchina a pedali. Ecco gli ingredienti:
* 250 gr riso (tipo carnaroli) * 250 g zucca gialla * 80 g cipolla * burro * olio d'oliva * grana padano * Zafferano in bustina o meglio ancora in pistilli * 70 gr gorgonzola * 2/3 litro brodo vegetale * sale
Per la ricetta del risotto alla zucca gialla, tagliate a pezzi la zucca, privandola della scorza e dei semi. Mondate la cipolla, tritatela, quindi fatela appassire in una casseruola con 2 cucchiaiate d’olio e una noce di burro. Unite la zucca e fatela insaporire per 2 minuti. Aggiungete il riso e tostatelo per mezzo minuto. Unite, a mestolini, circa g 600 di brodo bollente, mescolando in senso orario. Sennò non accade nulla potete anche andare nel senso che volete. Perché sentirmi dire “come un senso orario? Devo guardare l’orologio?”. Meglio sorridere. Portate a cottura il risotto come di consueto . Aggiungere lo zafferano. Mantecatelo con una noce di burro e con tre cucchiaiate di grana grattugiato ed unite il gorgonzola. Servite immediatamente il risotto alla zucca, ben caldo. Spolverare con delle briciole le di gongorzola, zafferano in postilla che fa la sua bella figura. In precedenza avevamo fatto (cioè io e zio Peppe) delle piccole cialdine di grana che abbiamo solo usato per decorazioni finale. Il risotto? È finito tutto e lo ha mangiato pure mia madre. Per lei ha detto che ci vuole troppo tempo per farlo (ma se cuciva? Non cucinava con noi). Per un piatto fatto con amore 20 minuti sono nulla. E mio zio le ha dato il benservito: “Rosà, le cose cucinate e pronte so sempre bone perciò goditelo e non pensare!” “Eh si però lo potevate fare di più no?” Come famo? Ecco come facciamo, facciamo male!




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