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Pasta al sugo corallo con “slappettio”

  • Immagine del redattore: cucinacoronavirus
    cucinacoronavirus
  • 9 mar 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Oggi avevo proprio voglia di pasta, proprio come la so fare io, perché se c’è una cosa che so fare, quella è la pasta (adesso alcuni di voi cominciano a conoscermi e a conoscere anche i miei cavalli commestibili di battaglia, ed ebbene sì, oltre ai vari risottini, aggiungerei il classico dei classici italiani!). Noooo, adesso non esagerate, non fatta in casa, su quella non mi sono mai cimentato, ma su quella classicissima secca! Avevo un rimasuglio di fagioloni corallo fatti al sugo di pomodoro e siccome non si butta via niente, ho deciso di usarlo insieme agli spaghetti alla chitarra di Armando (che sinceramente non conoscevo, né mai assaggiato!)! Scolata la pasta veramente bella al dente, (credo intorno ai 300gr), l’ho riversata nella stessa pentola di cottura in cui ho aggiunto la salsetta di pomodoro con ancora qualche fagiolone superstite. Avevo aperto il giorno prima quel formaggio fresco bianco e leggero, che voi comuni mortali chiamereste ricotta, ma che io qua in Belgio chiamo formaggio fresco bianco e leggero (che poi non è neanche fresco perché è di quelli in vaschetta di plastica, ma meglio questo dell’aria fresca bianca e leggera, almeno questo è leggermente un po’ più saporito) e ne ho aggiunto un centinaio di grammi. Ho finito la cottura aggiungendo di tanto in tanto un po’ di acqua di cottura! A spaghetto gonfio e al dente, ormai non mi serve quasi più assaggiarli, li ho tolti dal fuoco con una piccola aggiunta di olio evo e parmigiano! Da dire che in questo piatto l’unico ingrediente degno di nota è proprio l’olio evo, umbro, bono! A mio modestissimo parere potete aver fatto pure un sugo che non sa di niente, ma se siete riusciti a far fare alla pasta quella classica cremina da mantecatura, la pasta è sicuramente buona ed il successo assicurato. N.B. Consiglio sonoro su come capire se la cremina da mantecatura è riuscita ed è buona: in effetti l’amido della pasta si va a legare con l’elemento sugo creando una sorta di liquido gelatinoso che non è puramente gelatinoso e che è difficile da descrivere. Ma se prendete la forchetta e le fate arrotolare gli spaghetti intorno con movimento rotatorio, se sentite quello “slappettio” classico di quando per esempio vi lavate le ascelle sotto la doccia con un botto di bagnoschiuma, allora la cremina è riuscita! Goduria infinita!!! Ciao bella gente, con il suo slappettio questa pasta era buonissima! Stefano Rocchi


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