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La Vignarola

  • Immagine del redattore: cucinacoronavirus
    cucinacoronavirus
  • 13 apr 2021
  • Tempo di lettura: 1 min

La storia della vignarola di oggi inizia ieri con un carico di fave, piselli, carciofi, lattuga, cipollotti, tutto fresco e pimpante. Continua con: infinita sgusciatura di fave e piselli (incredibilmente, mi hanno aiutata), interminabile pulizia di carciofi da barbe e baffi, lacrimevole approntamento di cipollotti freschi e fiumi di acqua per lavare tutto.

Dopodiché, si mettono le bucce dei piselli a cuocere in acqua per ottenere un brodo: deve cuocere almeno un'ora, poi si frulla quello che si può (le bucce hanno molte fibre legnose) e si filtra. In olio abbondante si fanno dorare nel frattempo i quarti di cuori di carciofo insieme alle parti verdi dei cipollotti tritate, a fiamma bassa. Si versa un mestolo di brodo e si fa cuocere ancora. Poi si aggiungono cipollotti parte bianca, fave e piselli. Altro brodo, e si continua la cottura, aggiungendo sale e pepe a sentimento. Verso la fine della cottura, aggiungere sette otto foglie di lattuga tagliate a pezzi e (se vi piace) menta fresca. A me piace sempre. Spegnere dopo dieci minuti circa. Mangiare fredda o tiepida, come piatto unico con pecorino grattugiato (o no) e pane. Oppure usare come contorno magari di uova in camicia o di arrosto di agnello. Un cliente della libreria mi ha detto che lui ha fatto degli scialatielli acqua e farina e li ha conditi così. Devo provare. Intanto in casa c'è profumo di primavera: non proprio di rose, ma comunque così romantico.


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