La Catena del Freddo
- cucinacoronavirus

- 28 gen 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Cos’è la catena del freddo?
La catena del freddo è il ciclo attraversato da tutti i prodotti, alimentari e farmaceutici. Questi prodotti, dal produttore al consumatore, hanno bisogno di una temperatura costante. Ciò preserva qualità, igiene e sicurezza.
Per quanto riguarda il trasporto e lo stoccaggio pre-vendita al consumatore noi poco possiamo, ma quel poco è molto importante oltre che per evitare il deterioramento dei cibi che portiamo a casa, anche per conservarli a lungo, almeno il tempo indicato sulle confezioni (la scadenza).
Portare con sé una borsa termica quando facciamo la spesa e sappiamo di dover acquistare dei prodotti surgelati, è sempre una buona regola per continuare la “catena del freddo” fino al freezer di casa.
Una dritta: se è presente del ghiaccio sulla confezione degli alimenti surgelati, vuol dire che ha subìto notevoli sbalzi di temperatura e che quindi probabilmente la “catena del freddo” si è in qualche modo interrotta durante il tragitto.
Cosa dice la legge a riguardo degli alimenti surgelati? Quali sono per definizione?
Il Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 110, che li definisce:
“sottoposti ad un processo speciale di congelamento, detto “surgelazione”, che permette [. . .] di mantenere la temperatura del prodotto in tutti i suoi punti, ininterrottamente a valori pari o inferiori a -18°c”. Durante il trasporto sono tuttavia concesse brevi oscillazioni verso l’alto, non superiori a 3° C.
stabilisce, inoltre, che:
“I veicoli ed i contenitori – adibiti al trasporto degli alimenti surgelati – e gli armadi e banchi frigoriferi destinati alla vendita di tali prodotti devono essere muniti dei necessari dispositivi intesi a garantire il mantenimento della temperatura.”
I prodotti alimentari non surgelati invece, hanno ciascuno una propria temperatura di riferimento. Tra i principali ricordiamo: carni: +7°, burro: +6°, prodotti freschi: +5°, latte: +4° , pesce: +2°, gelati: -22°.




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