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Il Chutney del Parrino

  • Immagine del redattore: cucinacoronavirus
    cucinacoronavirus
  • 17 feb 2021
  • Tempo di lettura: 3 min

La storia del chutney è uscita fuori come una bomba che vuole radere al suolo la solidità e le poche certezze che la mater chef ha in cucina. Mio zio succube dei canali tv dove sfornano piatti di ogni genere. Zio Peppe li vede la notte e il giorno dopo è sulla porta di casa con tutti gli ingredienti. Perciò sto chutney de Giallo Paperano l’ha talmente entusiasmato che non se teneva. Immaginate solo per un attimo lo sguardo torvo di mia madre che non le devi passare la striscia de Garza sennò sgancia missili terra aria. “Fatte piglià una paralisi adesso vo fa sta cosa?. Nel nostro intercalare gli anatemi sono all’ordine del giorno. Infatti quel “fatte piglià una paralisi” me lo sento cucito addosso come una tuta mimetica. Bando alle ciance la cucina sud asiatica con la neve può andare anche bene. “Zio che hai portato?” “Allora ieri sera hanno fatto vede tutte le varianti della ricetta che poi se mette sul carne come il bollito o che ne so sulle fette biscottate per fa colazione!”

Comprendo che ci sta molta confusione in merito ma cerco di non perdere il discorso. Io il chutney lo facevo anni fa ed ogni tanto allungavo a zio un barattolino. Ma questa immensa voglia di riproporlo dopo un programma culinario ha qualcosa di altamente pericoloso. Perché? Semplicemente non userà quello che dice e propone la ricetta ma farà a modo suo. E vi giuro che questa è la sua Versione: il chutney del Parrino.

Ingredienti 10 pomodorini 100 gr zucchero di canna Aceto di mele ma lui ce mette il vino suo che è Aceto puro, ammazza germi e cristiani 2 cipolle bianche 2 peperoni gialli mosci (li ha trovati mosci perciò fate voi) 1 peperone rosso tosto 1 zucchina genuflessa 1 costa di sedano 4 mele del campo nostro Sale qb

È importante durante il taglio delle verdure dire parolacce e qualche blasfem word giusto per essere in asse con lo stile de casa.

qui il finimondo per fare il chutney e le bestemmie se so spalmate per tutto il calendario includendo i prossimi 4 anni.

Mentre io mi godo lo spettacolo gratis in prima fila vado su internet e guardo la storia de sto Ciattenei.

“Il chutney o chatni è una famiglia di condimenti associata principalmente alla cucina sud asiatica che di solito contiene un misto di spezie, verdure e frutta... capito zi Pè?”

Perciò tagliate tutte le verdure unite lo zucchero, l’aceto ed una volta che le verdure e frutta hanno tirato fuori acqua di vegetazione si va verso la cottura finale. Noi l’aceto di mele non lo avevamo perciò ripeto aceto di vino di zio Peppe e basta. È entrato un moscone e poco dopo lo abbiamo visto suicidarsi nel camino. “Ma guarda un po’ la natura quanto è strana?di solito mosche e moscerini stanno sempre in mezzo al vino o aceto!” “Zio, questo non è aceto normale! Anche la cimice che è entrata per sbaglio è stata colta da un malore!”

Vabbè mentre tutto cuoce a fiamma bassa iniziano le storie di un tempo. I detti del paese riconducibili a vere esperienze. Come QUINTO il macellaio che vedendo un camion entrare nel corso del paesello disse al conducente perplesso della curva stretta “se ce passa la Madonna in processione ce dovresti entrare tu, il camion e con tutto il carico!”. Eh si il chutney si restringe. Mia madre fa la calza. In un anno di isolamento da coronavirus ha fatto 10 maglioni e apriremo la collezione di Rosy Fashion House. Si perché la mater chef si chiama Rosalba, suo fratello Giuseppe detto Peppe il Parrino. Io? Velia scotozzata sotto al tavolo per gli amici Valeriana e per i miei Valium (cit. Matteo senza Vangelo).

“Rosà ma non avevi fatto il lesso? Così proviamo sto trappolo?”

“Eh no, niente lesso che ho messa su il lievito per la pizza. Poi magnatela voi quella robaccia!”

Il mai na gioia o soddisfazione per Il Parrino che oggi pranza col suo amico novantenne. Proveranno il trappolo, già vedo gli occhi illuminati di mio zio....il novantenne magna tutto e pende dagli esperimenti de zio..

Ps. Frullato appena col minipimer aveva una bella faccia... poi mettere in frigo e aspettate le vittime al varco. Consigliato anche con i formaggi ma questa è un altra storia.


 
 
 

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