Don Camillo
- cucinacoronavirus

- 13 gen 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Oggi, un commento di una mia amica su un film che hanno fatto ieri “Don Camillo”, mi ha acceso un ricordo vivissimo e nostalgico allo stesso momento.
Ora vi conto il fatto. Era la fine degli anni 70 inizi anni 80, lavoravo in sala macchine presso il Centro Elaborazione dati e facevo i turni ruotando su 24 ore.
Una sera staccai alle 23 e tornai verso casa, arrivai circa dopo una mezz’ora, mia madre era già a letto.
Chiuso nella mia camera, non avevo particolarmente sonno, avevo più o meno cenato alla mensa serale ad un orario da tè e pasticcini.
Comunque accesi il televisore e stavano dando un film “ Il ritorno di Don Camillo”, in una scena Don Camillo scende al suo paesello e va da Peppone per farsi aiutare a trasportare il Cristo dell’altare nella chiesetta dove era stato es
iliato, entra in casa di Peppone all’ora di cena e al centro della tavola c’era una zuppiera fumante di spaghetti.
Appena il tempo che Don Camillo si sedesse a tavola e io ero già in cucina, cercando di fare meno rumore possibile con la porta chiusa mi m
isi subito a trafficare, aglio olio e peperoncino non mancavano mai, così pure spaghetti e prezzemolo.
Io credevo nel silenzio più assoluto, ma dopo un po’ si apre la porta della cucina e appare mia madre che dice:
- “ma se po’ sape’ che stai a fa in cucina passata mezzanotte? “
- “ a ma’ me sto a fa due spaghetti ajo, oio e peperoncino”
- “va bene allora mettene giù di fili pure per me”
Sono passati tanti anni ma il ricordo di quella spaghettata notturna è ancora vivo nella mia memoria.
Il piatto di pasta più buono mai mangiato.




Commenti