Cinghiale e Ghiandaia in Dolceforte
- cucinacoronavirus

- 8 gen 2021
- Tempo di lettura: 1 min
Al tempo del Covid la selvaggina con ricette vecchie di secoli non può mancare.
Oggi Cinghiale in dolceforte, antichissima ricetta medievale e la Ghiandaia in salmi dolceforte con mela e olive.
Nel medioevo per coprire gli odori forti della carne di usavano spezie e sapori agrodolci e così nacquero queste ricette.
Mettere a macerare lo spezzatino di cinghiale con un bicchiere di aceto e vino rosso a coprire aggiungendo battuti di carote, sedano, cipolla, foglie di alloro, rosmarino, salvia, chiodi di garofano, cannella, bacche ginepro.
Dopo 24 o 48 ore scolare il cinghiale recuperando il liquido, gli odori e mettere gli odori a cuocere in un tegame largo e basso con olio.
Intanto infarinare il cinghiale e farlo cuocere 10-15 minuti in una pentola a parte.
Dopo aver cotto il soffitto aggiungere ventresca tagliata fine e dopo 5 minuti il cinghiale. Nella stessa padella cuocere la salsiccia di maiale sbriciolata e poi aggiungere al resto.
A questo punto aggiungete anche il vino e aceto recuperati, sale e far cuocere per 1,30 h.
A questo punto sciogliere zucchero in aceto e aggiungere insieme a prugne secche, pinoli, uvetta.
Ultimare cottura e per addensare cacao amaro in polvere.
La Ghiandaia invece in tegame come mele, ventresca, salvia, aceto, olive, vino e al bisogno brodo e cuocere 4 o 5 ore.







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